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VILLIMPENTA
CASTELLO SCALIGERO
Opera indiscussa degli Scaligeri nel mantovano, la pianta è costituita da un pentagono irregolare dal quale si conservano due torri poligonali ed una massiccia torre d'angolo alta 25 metri che ne caratterizza l'imponenza e la solidità. Era munito di una torre ad ogni angolo, più una lungo i lati maggiori, per un totale dunque di sei. Tutte erano quadrilatere, anche se con angoli non esattamente retti, soltanto quella a sud-ovest può dirsi pentagonale. Il mastio, posto all'angolo nord-ovest, è alto circa 42 metri ed è coronato da merli e piombatoie a costituire la parte più possente e solida del castello, ha base quadrata di 9 metri con spessore di 2,30 della muratura. Originariamente era circondato su tutti i lati dal fiume Tione sulla linea del quale si installarono, intorno all'anno 1000, in epoca anteriore alla costruzione della fortezza, i monaci dell'abbazia benedettina di San Zeno di Verona.
IL RISOTTO ALLA VILLIMPENTESE
La Festa del Risotto, che si tiene ogni anno alla prima domenica di giugno, è la più importante manifestazione popolare di Villimpenta, già nel primo dopoguerra tutti gli anni i cittadini Villimpentesi, per salutare la primavera, si ritrovano insieme, una domenica pomeriggio, a cucinare il piatto principe della loro tradizione culinaria. Col passare degli anni la manifestazione ha superato i confini strettamente paesani e la sua fama ha raggiunto livelli regionali richiamando, non soltanto gli extramuros che negli anni '60 erano emigrati, ma anche numerosissimi estimatori di quel piatto caratteristico e rinomato qual è il risotto alla villimpentese. Ogni anno durante i giorni della festa, all'ombra del castello vengono cucinati decine di quintali di risotto preparati con minuziosa novizia da un nutrito, ma nello stesso tempo selezionato, numero di risotti e viene poi distribuito alle migliaia di buongustai che ad ogni edizione garantiscono di aver assaggiato qualcosa di inimitabile. Il risotto alla villimpentese è dunque qualcosa di particolare, ma quali sono le sue caratteristiche e i suoi segreti? E' soprattutto frutto di una atavica tradizione che ne ha maturato la preparazione attraverso: - la scelta della qualità di riso da cucinare, che deve essere soltanto il semifino violone nano, un tempo largamente diffuso nella zona; - l'uso del recipiente di cottura, che può essere unicamente un paiolo di rame fatto artigianalmente; - l'affinamento della tecnica di cottura "a vapore" che soltanto una attenta e prolungata esperienza riesce a conseguire; - la qualità del "pisto" ottenuta con carne di maiale genuina, macinata e preparata specialmente per condire il riso. Questi sono i segreti che vengono scrupolosamente osservati durante la festa: riso di ottima qualità, recipienti come tradizione comanda, capaci di cuocere fino a 50 kg di riso, fuoco di legna, pisto preparato giornalmente a regola d'arte e grande perizia dei risotti.
LA RICETTA
INGREDIENTI (per 8 persone)
1 kg. di riso Semifino Violone nano, acqua e sale quanto basta per il condimento: 800 g. di carne di maiale non troppo magra, macinata grossolanamente a condita con sale, pepe e 2 spicchi d'aglio ridotti in poltiglia (questa preparazione, chiamata a Villimpenta "pisto"è venduta già pronta nelle salumerie della zona), 100 gr. di burro, 100 gr. di formaggio grana grattugiato.
ESECUZIONE
In un paiolo di rame si fa bollire l'acqua. Raggiunto il bollore, si butta il sale e il riso, facendo in modo che nel recipiente si formi un cono, la cui punta emerga dal pelo dell'acqua per un paio di cm circa, questa è la quantità necessaria per la cottura del risotto. Dopo 5-6 minuti ridurre il fuoco al minimo e si mescola di tanto in tanto. Venti minuti dopo il riso avrà raggiunto la cottura ideale. Nel frattempo, in una casseruola si cuoce il macinato col burro e a piacere un po' di vino bianco secco. Cotto il riso si condisce con il "pisto" ed il formaggio.
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